LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (pag. Le/IV – 8 novembre 2010)

SALICE – Niente tempo pieno e scoppia la polemica

Le dipendenti part-time incrociano le braccia, possibili disagi in municipio

SALICE – Le dipendenti comunali part-time incrociano le braccia. I sindacati Cgil, Cisl e Csa hanno indetto per oggi uno sciopero delle impiegate che da oltre trent’anni aspettano di passare a tempo pieno. E tutte le attività curate dalle ventuno lavoratrici interessate potrebbero bloccarsi con conseguente disagio per gli utenti-cittadini. A rischio, per questa mattina, i servizi sociali, stato civile, anagrafe, ufficio tecnico, segreteria e polizia municipale. Le motivazioni dello sciopero sono spiegate in un documento diffuso dai sindacati: “Vogliamo far comprendere al sindaco Donato De Mitri e alla sua maggioranza l’importanza del lavoro quotidiano svolto. Vogliamo far sentire il nostro messaggio anche dopo l’ultimo comizio del sindaco, nel corso del quale le lavoratrici part-time sono state accusate di non aver a cuore le sorti dei cittadini perché le loro aspettative comporterebbero il dissesto. Ricordiamo al sindaco che se il Comune eroga servizi di buona qualità, è anche grazie a queste dipendenti. Egli stesso, d’altra parte, su tutti i tavoli sindacali le riconosce come perno fondamentale nell’attività del Comune. Evidentemente, quello che riconosce su quei tavoli, o non lo pensa davvero oppure è bravo a strumentalizzare a seconda delle occasioni. Sui tavoli di contrattazione dice una cosa e in piazza ne dice un’altra”.
Il documento prosegue replicando, punto per punto, alle argomentazioni del primo cittadino. I sindacati, in sostanza, sostengono che le risorse per sistemare questo personale potrebbero essere ricavate dalle economie rivenienti dai pensionamenti intervenuti negli ultimi tre anni.
L’assessore Gaetano Ianne, a nome della Giunta, commenta: “Ogni lavoratore è libero di scioperare. Tuttavia uno sciopero è giustificato nel momento in cui la controparte ha la possibilità di poter corrispondere alle esigenze. In questo caso le lavoratrici scioperano non perché siano stati sacrificati loro diritti, ma perché vorrebbero che l’Amministrazione trovasse in bilancio le risorse per aumentare le loro ore lavorative. Sciopereranno, quindi, per un’aspettativa, seppur legittima, non per un diritto. L’Amministrazione non ha la possibilità di venire incontro alle loro esigenze. La legge, infatti, stabilisce che la spesa per il personale non può essere superiore al 40 per cento delle spese correnti. Noi, quest’anno, siamo al 39,62 per cento. Le conseguenze dello sforamento di questo dato – conclude – sarebbero gravissime per il Comune e, in definitiva, per i servizi ai cittadini”.
Rosario Faggiano