LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - (p. Le/VII - 10 maggio 2020)

VEGLIE – La crisi in atto da settimane continua a condizionare l’attività dell’Amministrazione, già in proroga per effetto del Covid-19

"Io, sfiduciato da chi brama potere"

Il sindaco Claudio Paladini replica ai 10 consiglieri che lo vorrebbero già a casa
La mozione di sfiducia sarà discussa entro il 6 giugno prossimo. Il primo cittadino, intanto, ha assegnato le nuove deleghe agli assessori nominati recentemente


VEGLIE - “La brama di potere si è palesata subito dopo la mia elezione”. Il sindaco Claudio Paladini non è “tenero” con i consiglieri eletti nella sua lista che figurano fra i promotori della mozione di sfiducia contro di lui.

Il documento, oggetto di replica del primo cittadino attraverso i social, è stato sottoscritto da 10 consiglieri, su 16 attualmente in carica. Paladini prende di mira soprattutto i suoi ex sostenitori, ora firmatari della mozione: Luigi Spagnolo e Cosimo Vetrano (da tempo passati all’opposizione), nonché l’ex vicesindaco Giusi Nicolaci e gli ex assessori Fabrizio Stefanizzi e Valerio Armonico.

Ovviamente il sindaco non risparmia frecciate agli altri 5 consiglieri di opposizione firmatari della mozione: Giuseppe Landolfo, Zanelia Landolfo, Maura Centonze, Salvatore Fai, Eleonora Coluccia. Anche se poi aggiunge: «Sono pronto al dialogo con tutti, purché costruttivo e non impositorio di spartizione di poltrone».

«Ricordo – scrive il sindaco - che alcuni mesi dopo il giuramento in Consiglio, tre consiglieri di maggioranza decisero di allontanarsi dalla compagine. Questo non certo per un programma elettorale disatteso, bensì per un fine che aveva poco di politico e molto di personale».

Poi si chiede: «Perché sfiduciare un sindaco che ha già terminato il suo mandato? (l’Amministrazione è in proroga per l’emergenza Covid, ndr.) Quale significato politico ha? Un atto di questo tipo ha solo il fine di lasciare un paese nelle mani di un Commissario che, nonostante le sue competenze, non conosce il territorio e la sua realtà. Quindi, anziché collaborare, si pensa ai giochi di potere».

Infine conclude: «Oggi più che mai ritengo che si debba fare lo sforzo di metterci, tutti insieme, la faccia e sostenere un paese in ginocchio a causa dell’emergenza sanitaria»... (continua)
Rosario Faggiano


Articolo integrale pubblicato da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ediz. del Salento.