LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - (pag. Le/VII - 8 maggio 2020)

VEGLIE – Dieci consiglieri, di minoranza e maggioranza, trovano l’unità per far cadere Claudio Paladini, in regime di proroga per l’emergenza Covid

Amministrazione al capolinea, sfiduciato il sindaco

Amministrazione al capolinea, sfiduciato il sindaco


VEGLIE – Amministrazione al capolinea. Ieri pomeriggio dieci consiglieri, su sedici in carica, hanno depositato al protocollo del Comune una mozione di sfiducia contro il sindaco Claudio Paladini, con contestuale richiesta di convocazione straordinaria dell’Assemblea cittadina. Si tratta dell’intera opposizione e di ben cinque consiglieri che alle comunali del 2015 furono eletti nella lista di maggioranza (tre dei quali quasi subito passati all’opposizione).

Si tratta di un atto di valenza rilevante, anche dal punto di vista della scelta dei tempi. La Giunta Paladini, infatti, come tutte quelle in scadenza naturale in questa primavera, era in proroga a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Probabilmente la situazione, dopo una serie di eventi succedutisi da gennaio in poi, era giunta ad un livello di criticità politica ormai insostenibile.

Prima le dimissioni della consigliera Stefania Rapanà, per la quale non si trovò nessuno dei non eletti disposto a subentrarle; poi le dimissioni, il 18 febbraio, del vicesindaco Giusi Nicolaci e dell’assessore Fabrizio Stefanizzi; infine il recente azzeramento dell’Esecutivo con la successiva nomina, all’inizio di questa settimana, della nuova Giunta formata da Stefania Capoccia (vicesindaco), Marco Buccarella, Marco Miccoli, Luigi Massa e dall’esterna Katia Prato, ma con l’esclusione dell’assessore uscente Valerio Armonico.

Quest’ultimo è ora fra i firmatari della mozione assieme all’ex vicesindaco Nicolaci, all’ex assessore Stefanizzi e ai consiglieri di opposizione Giuseppe Landolfo, Zanelia Landolfo, Maura Centonze, Salvatore Fai, Eleonora Coluccia, Luigi Spagnolo e Cosimo Vetrano.

Nella mozione i consiglieri richiamano innanzitutto proprio la recente nomina della nuova Giunta la quale, a quanto sembra, rappresenterebbe una sorta di punto estremo della crisi.
 
“Il primo cittadino – affermano - risulta ormai essere sostenuto solo da una sparuta minoranza, tra l’altro non più rispondente alla volontà elettiva..." (continua).
Rosario Faggiano

 
Articolo integrale pubblicato da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, edizione del Salento.